Incapace di esprimere il profondo vuoto lascio ai pagliacci ai randagi e ai vetri rotti il triste compito.
Losing the star without a sky
Losing the reasons why
You’re losing the calling that you’ve been faking
And i’m not kidding
It’s damned if you don’t and it’s damned if you do
Be true ‘cause they’ll lock you up in a sad sad zoo
Oh hidy hidy hidy what cha tryin to prove
By hidy hidy hiding you’re not worth a thing
Sew your fortunes on a string
And hold them up to light
Blue smoke will take
A very violent flight
And you will be changed
And everything
And you will be in a very sad sad zoo.
I once was lost but now i’m found was blind
But now I see you
How selfish of you to believe in the meaning of all the bad dreaming
Metal heart you’re not hiding
Metal heart you’re not worth a thing
Metal heart you’re not hiding
Metal heart you’re not worth a thing
Il suo unico figlio - Charles Bukowski
resistere ha senso
solo
se ne esci
con
qualcosa in mano
alla
fine.
ma resistere
tanto per
resistere
è l’infelice
condizione
di milioni di persone.
mi ricordo
quella volta
che ho sepolto il mio
amore
e tornavo in macchina
dopo il
funerale con
il suo unico figlio
che invece di riconoscere
la realtà
dell’incuria e della solitudine
nella vita adulta e nella morte
di sua madre
parlava
solo
di quanti
soldi
guadagnava
adesso.
lui pensava
di aver resistito
ma
non
era così,
non restava
niente della
sua vita
da
perdere.
lui era come una
fetta di
carne
in una
macelleria.
e pensare
che lei
parlava di
lui con amore
quasi
ogni sera
prima
di
addormentarci.
Uno scatto dai e sui tetti della capitale iraniana che è valso all’italiano Pietro Masturzo il premio World Press Photo come migliore foto dell’anno.
Ancora qui ad aspettare
che si rovesci quest’era
di porci nei palazzi
e di uomini sotto i ponti
Che i ragazzi investiti ritornino
ad ammonirci dal Fidarsi
di occhiolini di puttane
dolci come carezze di cactus
Ancora qui ad aspettare
che io, te
e quegli scemi come noi
smettiamo di attendere i Tartari.
Snapshot (1985) - Charles Bukowski
sdraiato sulla schiena
sotto la lampada da tavolo
flagellando l’infinito
il moscerino alato della notte
scalcia e combatte
con le sue zampette
contro il calore
della luce
mentre nell’angolo
della stanza
il mio grosso gatto giallo
solleva la zampa
sinistra
e lecca
le sue preziose intimità
mentre ora nel porto all’improvviso
una barca suona
la sirena
il gatto s’irrigidisce, smette
di leccare
l’insetto diventa
immobile
poi
insieme,
entrambi ritornano
al passatempo
precedente.



